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Ceuta è un territorio spagnolo, e quindi europeo, sulla sponda africana dello stretto di Gibilterra. È circondata dal Marocco, da cui è divisa da una frontiera tutta recintata per evitare gli ingressi dei migranti provenienti dal territorio marocchino (proprio quello che è successo in dimensioni superiori al solito giovedì 30 luglio). Qui come a Melilla, l’altra exclave spagnola in Marocco, 400 chilometri più a est, recinzioni e presidi delle forze dell’ordine spagnole e marocchine non bastano a fermare gli ingressi.

Ceuta ha una superficie di 18,5 chilometri quadrati e ci vivono poco più di 80 mila abitanti. Formalmente è una Città Autonoma, una denominazione che la colloca a metà fra un comune e una nostra regione, e ha un regime fiscale particolare, per cui alcuni prodotti costano meno che in Spagna. Ma la sua economia si basa soprattutto sull’impiego pubblico, finanziato in maniera massiccia dallo stato.

Il confine e la valla fra Ceuta e il Marocco nel 2021 (AP Photo/Bernat Armangue)

Il centro cittadino vero e proprio è cresciuto intorno al porto, a metà del promontorio, ma ci sono quartieri periferici fino al confine, su un terreno raramente pianeggiante. Il confine dista una quarantina di minuti a piedi dal centro cittadino, e il varco di frontiera operativo è uno, verso sud, quello di El Tarajal, mentre l’altro passaggio, quello di Benzù a nord, è chiuso da anni.