Ceuta e Melilla, le uniche frontiere terrestri tra l’Unione europea e l’Africa, sono un piccolo mondo protetto da chilometri di recinzioni che separano il Marocco dalla Spagna, e quindi dallo spazio Schengen. Due città, poche decine di chilometri quadrati che il Mediterraneo separa dalla penisola iberica, in cui si concentrano alcune delle questioni più difficili della politica europea: il controllo delle migrazioni e il confine, sempre più sottile, tra sicurezza e tutela dei diritti umani.

Due città europee sulla costa africana

Ceuta è nello stretto di Gibilterra, davanti all’Andalusia. Melilla più a est, sulla costa del Rif. Sono città autonome spagnole con 80 mila abitanti: comunità cristiane e musulmane, con storiche presenze ebraiche e, a Melilla, indù. Se riesci ad arrivarci, sei ufficialmente in Spagna, dunque in Europa. Ma non per questo puoi raggiungere la penisola iberica o spostarti liberamente nel resto d’Europa. Ceuta e Melilla non partecipano integralmente al sistema Schengen. Devi avere un permesso e documenti in regola, per prendere un traghetto o un aereo.

Ceuta fu conquistata dal Portogallo nel 1415 e rimase poi sotto la Corona spagnola. Melilla fu occupata dalla Castiglia nel 1497 come avamposto militare e commerciale. Entrambe sono rappresentate nel Parlamento di Madrid, ma Rabat le considera residui coloniali, e ne rivendica la restituzione.