Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti, spiega perché i concerti continuano a crescere, difende i prezzi dei biglietti e chiede più palazzetti e sostegni: “Mancano le strutture, soprattutto al Sud. I biglietti? Il costo non è ecccessivo”.
Pubblico al concerto di Bad Bunny a Milano – ph Sergione Infuso:Corbis via Getty Images
Il comparto dei concerti live è in ottima forma, lo dice il report SIAE sul 2025. I principali rilevatori segnano tutti valori positivi, e con sé portano anche un aumento medio del costo dei biglietti. Ma tra crisi climatica, gigantismo della musica, e mancanza di strutture c'è ancora qualcosa da mettere a punto. Ne abbiamo parlato con Bruno Sconocchia, Presidente di Assoconcerti, che ha fatto un bilancio di questi due mesi di grandi eventi estivi, riassumendo anche la situazione italiana. Per l'associazione di categoria, i numeri rappresentano il buono stato di salute del comparto live e viste le produzioni, un biglietto di poco più di 50 euro (in media) non è esagerato. Piuttosto, ci dice il Presidente, sono le strutture che mancano e un maggiore aiuto statale.
Come giudica la stagione estiva dei live e dei concerti fino a ora? Come associazione di categoria non posso che esprimere compiacimento. Ovviamente non sono ancora dati definitivi perché siamo nel pieno della stagione, ma mi sembra stia continuando la tendenza degli anni post-Covid, in cui ogni anno abbiamo registrato un incremento rispetto al precedente. È un incremento importante su tutti i numeri, a doppia cifra anche rispetto al periodo pre-pandemia del 2019.






