Non se ne farà un altro, è stato il primo pensiero, esattamente come il titolo che il Manifesto dedicò a papa Wojtyla nel giorno della sua morte. E il paragone, per quanto distonico, non è poi così sacrilego. Franco Baresi è stato tutto. E non solo perché, ha raccontato lui, si è messo 50 anni di Milan dietro e sulle spalle. Franco Baresi è stato tutto perché in vita mia io non ho mai visto un difensore come lui. Spigoloso come l’angolo di un letto contro cui sbatti nel buio della notte, veloce, intelligente, applicato, umile e arrogante, silenzioso ma autoritario, duro nei contrasti ma leale, efficace ma elegante, dieci anni davanti a tutti nelle letture preventive, forte di testa nonostante il metro e 76 di altezza, tecnico come un centrocampista nonostante il ruolo da difensore. Bello da vedere con il suo fisico da impiegato in un calcio che già cominciava a mostrare muscoli da palestra. Parole poche. Fuori posto, quasi nessuna. Eppure, raccontano i suoi compagni di allora, a volte bastava un suo sguardo per capire tutto. Per fermarsi lì, non andare oltre, oppure cambiare rotta perché qualcosa, evidentemente, non andava come avrebbe dovuto andare.
Caro Franco, non se ne farà un altro. Nella tua eredità, lacrime da Pasadena
E' stato tutto, il miglior difensore che si sia mai visto. Unico, indimenticabile, semplicemente leggendario










