In campo era un gigante inaffondabile. Un muro invalicabile dotato di un'intelligenza tattica superiore, capace di alzare la testa, guidare la linea difensiva del Milan e della Nazionale con carisma regale ed eleganza innata. Fuori dai novanta minuti di gioco, tuttavia, la vita di Franco Baresi ha raccontato un’esistenza ben più vulnerabile e complessa, costellata da dissesti economici, cattivi consigli, contraccolpi patrimoniali e dolorose vicende giudiziarie. La sua parabola fuori dal terreno di gioco rappresenta uno degli esempi più emblematici di come una straordinaria ricchezza sportiva possa incontrare insidie devastanti quando incrocia il mondo degli affari opachi e della finanza speculativa. Franco Baresi, leggenda del Milan

Gli anni d’oro e la deriva degli investimenti

Durante la sua lunga e gloriosa carriera rossonera, terminata nel 1997, Baresi è stato tra i calciatori più pagati della Serie A. I contratti sottoscritti sotto la presidenza di Silvio Berlusconi e i ricchi accordi sponsorizzativi gli avevano consentito di accumulare un patrimonio di primissimo ordine. Tuttavia, con la fine dell’attività agonistica e il tentativo di convertire i guadagni in attività imprenditoriali, il quadro economico ha iniziato a incrinarsi.