Pozze sul Renara: ancora segnalazioni sull’abusivismo. Un frequentatore della zona, segnala la presenza di alcune "modifiche e spianamento del sentiero di accesso ad una pozza, elementi metallici infissi nel terreno oltre che occupazione stabile di alcune pozze, musica ad alto volume e una gestione di fatto esclusiva degli spazi, tale da scoraggiare l’accesso degli altri cittadini". Non è una novità e questo modus operandi va avanti da anni, nonostante interventi della polizia municipale e del Comune di Massa.

"Non è una questione di appartenenza o provenienza – aggiunge Marco Aldovardi - il Renara è un bene pubblico, ambientale e storico, e deve essere accessibile a tutti nel rispetto delle stesse regole. Forme di appropriazione informale esistevano anche in passato, ma oggi sono venuti meno il presidio della comunità locale, la vigilanza e una gestione pubblica credibile. A questo si aggiunge il problema grave e strutturale della marmettola: dopo le recenti piogge, materiale biancastro è nuovamente sceso dal monte e si è riversato nel sistema fluviale, rendendo visibile un fenomeno documentato da anni ma ancora irrisolto".

Per Aldovardi è utile un piano permanente di gestione della valle che comprenda: punti di raccolta dei rifiuti presso gli accessi principali, con svuotamenti rafforzati nei fine settimana; segnaletica chiara e multilingue, controlli programmati e visibili durante il periodo estivo; rimozione sistematica delle opere abusive e ripristino dei luoghi; monitoraggio pubblico della qualità delle acque e degli interventi effettuati; valorizzazione della memoria storica e partigiana della valle tra Guadine e Forno.