PORTO TOLLE (ROVIGO) - Da nemico a fonte di reddito. È la svolta su cui scommettono i pescatori del Delta, che dopo tre anni di battaglia contro il granchio blu hanno deciso di cambiare strategia. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ha presentato a Scardovari la prima linea di polpa di granchio blu a marchio proprio, trasformando il simbolo della crisi della molluschicoltura in un nuovo prodotto destinato alla ristorazione, alle pescherie e alla grande distribuzione. Una sfida commerciale, ma soprattutto culturale, che punta a creare nuove opportunità per un settore alle prese con le conseguenze dell'invasione del crostaceo. «Questo prodotto va a cementare la collaborazione nata alla fine del 2024 e rappresenta un passaggio importante – ha spiegato il presidente del Consorzio, Paolo Mancin –. Nei primi tempi abbiamo cercato di eliminare questo crostaceo che aveva distrutto il nostro lavoro, la nostra economia e il nostro territorio. Poi abbiamo capito che bisognava cambiare approccio: non vedere più il granchio blu come un nemico, ma creare un'opportunità, anche se economicamente più piccola rispetto a quella garantita dalle vongole».

Nuovo approccio La nuova linea comprende tre diverse tipologie di polpa – carne di chela, polpa mista e la parte più pregiata del granchio – già pronta all'uso in confezioni da 225 grammi, 450 grammi e 1 kg. Il crostaceo viene pescato nel Delta, cotto a vapore nello stabilimento di Barricata, congelato e spedito in Sri Lanka, dove la polpa viene estratta manualmente prima di rientrare in Europa con il marchio del Consorzio. Un prodotto naturale, senza conservanti né coloranti. Il cambio di strategia nasce anche dai numeri della crisi. Oggi il Consorzio conta 865 soci, contro i circa 1.500 di pochi anni fa: oltre un terzo dei pescatori ha lasciato l'attività. Sono circa 150 quelli che, terminata la stagione di cozze e vongole, si dedicano alla cattura del granchio blu, conferendo ogni giorno tra i 120 e i 150 quintali allo stabilimento di Barricata. L'impianto avrebbe una capacità produttiva di circa 200 quintali al giorno e, per saturarla, il Consorzio acquista granchi dai pescatori di Rosolina. La collaborazione Alla presentazione è intervenuto anche Timothy O'Reilly, fondatore di Taprobane Seafoods, partner del progetto: «Siamo arrivati in Italia appena diciotto mesi fa e oggi riusciamo a chiudere il cerchio riportando sul mercato europeo un prodotto ottenuto dal granchio pescato nel Delta. Per noi è il consolidamento dell'impegno assunto con questa comunità». Massimiliano Mancin, direttore dello stabilimento Granchio Blu Trading di Barricata, ha ricordato invece che l'azienda impiega già diciotto persone, di cui dieci assunte sul territorio, a conferma della volontà di radicarsi nel Delta. Il progetto guarda però già oltre. L'obiettivo del Consorzio è riuscire a realizzare direttamente nel Delta un laboratorio per l'estrazione della polpa, creando occupazione soprattutto femminile. «Abbiamo già individuato un'area e stiamo valutando come partire. I costi della manodopera sono molto diversi rispetto allo Sri Lanka, ma vogliamo provarci. Prima dobbiamo creare il mercato, poi faremo un passo alla volta» ha concluso Paolo Mancin.