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Alessandro Sala

Il progetto di una filiera che comprende anche le università di Milano e Padova. Nello stabilimento di Forza10 è già iniziata la prima fase di produzione. Nel Polesine costretto a cambiare lavoro un pescatore su tre

DAL NOSTRO INVIATO BAGNOLI DI SOPRA (PADOVA) - Il granchio blu, specie invasiva che ha ormai colonizzato il mare Adriatico e che crea notevoli problemi alla fauna ittica autoctona e agli impianti di acquacultura, potrebbe trasformarsi da problema a risorsa, diventando (anche) ingrediente per la produzione di cibo per gatti. Pescato in grandi quantità, avrebbe un possibile utilizzo virtuoso nell’industria del pet food, che già in molti casi ricorre alle farine di pesce. A provare a dare un valore allo splendido ma terribile crostaceo dalle chele turchesi è ora un progetto portato avanti da FilBlu, una filiera che mette insieme diversi soggetti: il consorzio delle cooperative di pescatori del Polesine, che sono i primi e diretti interessati; le università di Milano e Padova e la start-up Feed from food da esse generata che ha dato la visione generale dell'iniziativa; l’azienda Sanypet-Forza10 che produce il nuovo paté, la catena di punti vendita «L’isola dei tesori» che si occupa della distribuzione. I proventi, al netto dei costi e delle tasse, verranno destinati allo stesso progetto che punta a dare una nuova prospettiva agli operatori del settore ittico, che nell’ultimo biennio hanno subito perdite considerevoli.