VENEZIA Prosegue il lavoro dell'assessore al Commercio e alle Attività produttive, Sebastiano Costalonga, in continuità con quanto fatto nel corso della precedente Amministrazione. Il focus, ora, è rivolto al tema dei plateatici e dei "pianini" nella città d'acqua. «Stiamo preparando la delibera sul blocco dei plateatici, in scadenza verso la fine del 2026. La mia idea è quella di procedere al suo rinnovo di anno in anno, contrariamente a quanto successo finora, quando veniva fatto ogni tre. L'attenzione verso il settore del commercio rimane alta e lo sta dimostrando anche il sindaco», comunica Costalonga.

PIANIFICAZIONE «L'obiettivo continua è quello di cercare di provvedere alla pianificazione di tutto il territorio comunale, in quei punti in cui è presente una concentrazione di bar e ristoranti. Pianificare per eventualmente considerare di togliere il blocco dei plateatici in alcuni casi specifici, per consentire alle zone più periferiche e meno centrali di poterne avere a disposizione», senza intralciare il passaggio di veneziani e turisti e senza arrecare criticità. Nessun aumento nelle parti già di per sé problematiche, dunque, ma la volontà «di non "ingessare" le attività nelle zone più decentrate, dove c'è ancora margine di crescita».NUOVE ATTIVITÀ Costalonga precisa come non si debba confondere questa sua progettualità con l'avvio di nuove attività. «Lo stop ai pubblici esercizi rimane invariato, il numero è già molto elevato. La questione su cui sto ragionando è un'altra». E riguarda quei locali che hanno la possibilità di trasferire la propria autorizzazione e licenza rimanendo all'interno delle micro-aree in cui la città è suddivisa. «I nuovi plateatici vanno bloccati, ma possono esserci delle realtà in cui il loro sblocco potrebbe essere d'aiuto. Un caso su tutti, quello di un ristorante a Sant'Elena che aveva una clientela piuttosto ristretta e il cui titolare voleva andare in pensione. Ha ceduto l'attività. Non è stata riaperta lì dov'era, ma nei pressi dell'ingresso della Biennale, ai Giardini. Nella nuova collocazione non hanno un plateatico a causa del blocco ed è un peccato, poiché in quell'area di attività simili ce ne sono poche. È una zona che va mantenuta viva, attiva». Ecco allora che per l'assessore pianificazione e stop ai plateatici corrono su due binari paralleli, che tuttavia s'intersecano. «Nel momento in cui vengono pianificate le varie aree ritenute più "difficili" (caratterizzate cioè da una concentrazione maggiore di bar e ristoranti, ndr), davanti ad uno spostamento limitrofo si può valutare la possibilità di ragionare, con la commissione preposta, proprio sulla base di un "pianino" già esistente. In altre parole, si "fotografa" la situazione presente per capire se è possibile risolvere la "questione plateatico" in quelle zone meno soggette al caos a causa delle liberalizzazioni messe in atto dalla legge Bersani. Il blocco dei plateatici va bene per le aree più condensate».REGOLAMENTO INALTERATO Costalonga ricorda come esista un regolamento comunale volto a regolarne la concessione, che rimarrà immutato. «Le uniche modifiche che vengono fatte per i plateatici evidenzia sono connesse ai pianini». La prossima porzione di città su cui l'assessore vorrebbe intervenire è quella intorno al cinema Giorgione, «dove le attività presenti hanno già il proprio plateatico sulla base di concessioni passate. Vogliamo inquadrare la situazione per fare in modo che resti così per i prossimi cinque anni. La sinistra avrebbe voluto legare i plateatici all'immobile, noi invece desideriamo favorire chi fa impresa, il che significa che se un'attività si trasferisce all'interno della medesima micro-area, anche il proprio plateatico deve avere la possibilità di farlo, pur con tutte le valutazioni del caso. Dobbiamo venire incontro a coloro che, grazie al proprio lavoro, creano movimento a favore del Comune: un sistema virtuoso legato anche all'indotto delle merci».L'assessore torna poi sulla questione dell'edicola alle Fondamente Nuove, da trasferire. «Si procederà seguendo la legge. L'Amministrazione si è già attivata per spostare il chiosco: stiamo procedendo a degli accordi con la proprietà, per capire se l'edicola verrà eliminata definitivamente o se il proprietario sceglierà di investire per rimetterla a nuovo. In quest'ultimo caso ci troveremo dopo l'estate, con la Soprintendenza, per stabilire una nuova collocazione».