Roma, 30 luglio 2026 – Se c’è qualcosa in Russia che è ampiamente sconsigliabile è uscire dalle grazie del Presidente Putin. Pavel Durov, fondatore del social network VKontakte, spesso definito il ‘Facebook russo’ e soprattutto del sistema di messaggistica Telegram, lo sa benissimo; infatti, ha lasciato la Russia dal 2014, proprio a causa di uno scontro con il Cremlino. Durov raccontò di essersi rifiutato di consegnare alle autorità i dati degli oppositori politici e di aver subito forti pressioni affinché cedesse il controllo della società. Mise in vendita VKontakte e nacque Telegram, l'app di messaggistica che avrebbe fatto della tutela della privacy, della crittografia e dell'indipendenza dai governi la propria cifra distintiva.
L’arresto in Francia e l’esilio dorato a Dubai
Adesso, però, anche il suo esilio dorato fra Dubai e la Francia potrebbe non bastare. La sua fortuna ha iniziato a incrinarsi nel 2024 quando fu arrestato in Francia. I magistrati francesi sostenevano che Durov, in qualità di fondatore e responsabile della piattaforma, non avesse collaborato a sufficienza con le autorità per contrastare attività criminali. Sottoposto a controllo giudiziario e al divieto di lasciare il Paese, nel marzo 2025 un giudice francese gli ha concesso di uscire temporaneamente dalla Francia e, successivamente, le condizioni sono state ulteriormente allentate, permettendogli di viaggiare a determinate condizioni. Da allora ha ripreso a vivere prevalentemente a Dubai. Pavel Durov, sullo sfondo, a Parigi nel 2026 (Ansa)











