Una delle preoccupazioni maggiori del settore della nautica, in particolare quello che vive e lavora tra Viareggio e La Spezia, nel guardare alla crisi di The Italian Sea Group, è quello delle sorti dell’indotto. Molte aziende terziste e fornitrici del gruppo di Marina di Carrara sono esposte per cifre rilevanti e basta un niente – questo è il timore – che si trovino in una irrimediabile difficoltà. Con effetto a catena anche su altri cantieri, non interessati dalla vicenda, ma clienti di tale indotto. L’allarme Così, suona come allarme l’annuncio dei sindacati, in particolare la Fiom-Cigl di Massa-Carrara, circa l’intenzione riportata dalle maestranze, della CRM, azienda di carpenteria di Marina di Carrara che lavora in regime di quasi mono-committenza per The Italian Sea Group, di attivare un licenziamento collettivo per circa 50 adetti, quale conseguenza dell’esposizione con e del ridimensionamento delle commesse da parte di TISG. Da qui, lo sciopero immediato (oggi) e la richiesta di confronto con l’impresa. I sindacati chiedono il pagamento delle spettanze alle maestranze e la loro assunzione diretta da parte di TISG. Il tribunale di Firenze Novità da parte anche del tribunale di Firenze, dove è incardinato il procedimento ex art. 44 CCII richiesto da Giovanni Costantino, già fondatore e Ceo di TISG. I giudici hanno emesso un provvedimento con il quale hanno disposto la revoca delle misure cautelari concesse il 6 luglio 2026, in particolare quelle relative al divieto di autotutela negoziale e all'inibitoria dell'escussione delle garanzie nei confronti degli armatori, nonché il divieto di pagamento a carico dei garanti escussi. Gli armatori, dunque, che hanno in essere commesse con il cantiere, potranno agire per tutelare i propri interessi senza più vincoli o limitazioni. Il Tribunale ha ritenuto che, alla luce dell'intervenuta modifica dell'impostazione del progetto di piano di ristrutturazione – il quale non prevede la prosecuzione delle lavorazioni sulla generalità delle commesse – “le predette misure cautelari risultino prive del requisito di strumentalità rispetto allo strumento di regolazione della crisi prescelto”. E ancora: “Il Tribunale ha, per contro, disposto una misura cautelare a tutela dei fornitori strategici impegnati nelle commesse che la società intende portare a completamento, prevedendo che i relativi corrispettivi vengano pagati direttamente da TISG ai fornitori medesimi, fermo restando il diritto di credito in capo alle società di factoring, fino al raggiungimento di accordi negoziali di analogo contenuto con queste ultime”. Tale misura – spiega un nota di TISG - “è finalizzata a garantire la prosecuzione e il completamento delle predette commesse, ritenute profittevoli nell'ambito del progetto di piano”.