Cgil e Fiom di Massa Carrara hanno espresso preoccupazione per la continuità lavorativa in seno a The Italian Sea Group, il gruppo della nautica guidato da Giovanni Costantino che è ricorso alla procedura di composizione negoziata della crisi. E l’azienda risponde.
I sindacati
“Da quanto ci risulta, ad oggi, sono sempre meno i lavoratori dell’indotto presenti all’interno del cantiere, limitando conseguentemente il carico di lavoro dei diretti”, dicono Cgil e Fiom, che osservano “la quasi totale assenza all’interno del cantiere dei fornitori strategici funzionali per l’avanzamento delle commesse”. E ancora: “Se da un lato l’azienda ha mantenuto fede agli adempimenti degli istituti contrattuali per la propria forza lavoro diretta, dall’altro ha pressoché svuotato il cantiere degli appalti, mettendo a rischio, come già più volte da noi dichiarato, la tenuta della filiera e conseguentemente quella di più di 1500 posti di lavoro”.
Non vorremmo, dicono ancora i sindacati, che la composizione negoziale “si trasformasse solo ed esclusivamente in uno scudo utile a sacrificare appaltatori e subappaltatori e conseguentemente lavoratrici e lavoratori”.
Cgil e Fiom citano anche una mail anonima dove si “si faceva riferimento a richieste di somme aggiuntive ad un armatore rispetto a quanto già pattuito per la vendita di un’imbarcazione e regolarmente saldato”.






