ENEGO - «Chiedi perdono e rialzati». Sono queste le parole di don Maurizio Patriciello: un pensiero carico di comprensione e indulgenza che il parroco 'anti-camorra' ha rivolto direttamente al giovane cronista veneto Adriano Cappellari, ora indagato per simulazione di reato dalla Procura di Vicenza. Secondo l'esito dell'indagine, infatti, il giornalista avrebbe organizzato gli episodi intimidatori, legati ai suoi articoli sul prete e Caivano, che nei mesi scorsi lo avevano visto come presunta vittima, tanto da ricevere la scorta.
Don Maurizio: «Non pensavo potesse arrivare a fare una cosa tanto grave e stupida» Don Maurizio racconta di essere rimasto 'basito' in merito agli accertamenti svolti dalla Procura di Vicenza sul giornalista. «No, nemmeno per un istante - dice il parroco di Caivano - avrei pensato che quel giovane veneto dal volto buono, potesse arrivare a fare una cosa tanto grave e tanto stupida. Sono contento che si sia arrivati alla fine di questa storia. Faccio i miei complimenti ai carabinieri di Bassano del Grappa e alla Procura di Vicenza. Resta l'amarezza nel constatare che il male non vuol morire. E attacca tutti. E si intrufola dappertutto. E insozza tutto. Sono addolorato». «Adriano, chiedi scusa» Don Maurizio si rivolge poi direttamente al giovane, chiamandolo per nome. «Adriano, se questa accusa sarà confermata, paga il tuo debito con la giustizia. Racconta tutta la verità. Chiedi perdono ai tuoi genitori, alla tua meravigliosa Enego, a don Federico, alle forze dell'ordine, alla Procura di Vicenza, a Giorgia Meloni e a me. Rialzati. Ricomincia a vivere. Vorrei ricordare a me stesso, a te, a chi mi legge, a chi ci governa, a chi scrive sui giornali, a chi decide il destino delle nostre vite che la menzogna è la figlia prediletta del diavolo. Una trappola. Una peste. Occorre fuggirla alla velocità del lampo. Vivere nella menzogna è come vivere all'inferno. Buona vita, ragazzo» conclude il sacerdote.












