L’Ucraina sta intensificando gli attacchi nei confronti di quella che è stata definita l’Amazon russa, la piattaforma di e-commerce Wildberries fondata nel 2004 dall’imprenditrice Tatyana Bakalchuk. L’obiettivo è colpire la catena logistica che alimenta la macchina bellica agli ordini del Cremlino, con Kiev che accusa Wildberries di gestire anche il trasporto di droni e altro equipaggiamento militare con i propri centri di smistamento, ora nel mirino ucraino. I colpi inferti sono stati così mirati che l’azienda avrebbe perso il 10% della propria capacità di stoccaggio. Mosca sta provando a correre ai ripari e, secondo alcune indiscrezioni riportate da Reuters, sta valutando di fornire supporto finanziario anche attraverso la banca statale VTB.
Non solo: la situazione si sta aggravando al punto che Wildberries, che è il più grande rivenditore online del Paese, si è attivata con urgenza per individuare magazzini nel vicino Kazakistan e sarebbe addirittura disposta a prendere in affitto tutta la capacità logistica disponibile sul vastissimo territorio della repubblica centro-asiatica. Operazione che potrebbe rivelarsi complicata, considerando che alcuni esperti del settore immobiliare interpellati dal quotidiano russo Kommersant hanno sottolineato come lo spazio logistico sul mercato in Kazakistan sia molto limitato in termini di metri quadrati. Un bel grattacapo, considerando che Wildberries punta a mettere al riparo la propria rete di stoccaggio e trasporto dagli attacchi ucraini.













