Sandro Bisonni, coportavoce provinciale di Avs, interviene sul piano regionale dei rifiuti che, a suo avviso, "rappresenta il fallimento della politica ambientale della destra marchigiana". "Dopo anni di annunci e immobilismo, la risposta della Regione è un inceneritore da oltre 500 milioni di euro, accompagnato dalla riduzione delle distanze di sicurezza dai centri abitati. Una scelta che si tradurrà in ulteriori aumenti della Tari, senza affrontare il vero problema: ridurre la produzione dei rifiuti e sviluppare una moderna economia del recupero e del riciclo". Invece che sull’economia circolare, insomma, si continua a puntare sullo smaltimento, "una scelta miope, che rinuncia a creare una filiera del riciclo capace di generare occupazione, innovazione e sviluppo, preferendo un impianto che, realisticamente, non entrerà in funzione prima di dieci o quindici anni". E sarà comunque ancora necessario individuare nuove discariche. "La situazione della provincia di Macerata è ancora più preoccupante – evidenzia Bisonni –. Il percorso tecnico per individuare le aree è stato modificato e gli stessi uffici della Regione hanno evidenziato rilevanti criticità richiamando formalmente l’Ata. Ignorare questi rilievi significa esporre gli enti pubblici a inevitabili ricorsi, ritardi e costosi contenziosi. Per questo ci uniamo all’appello di chi chiede alla Regione di esercitare senza ulteriori indugi i propri poteri sostitutivi, nominando un commissario ad acta per l’Ata 3 che riporti legalità, trasparenza e competenza in una vicenda ostaggio di scelte politiche sbagliate".