È la rieducazione lo strumento per limitare le recidive dei reati. E la rieducazione passa anche dalla cura e dal rispetto della dignità di chi entra in carcere. "Ci parlano continuamnete di mancanza di sicurezza" e per farvi fronte introducono "ulteriori reati portando all’interno delle case circondariali persone che non hanno nemmeno lo spazzolino e le mutande". Ha parole dure per descrivere una realtà altrettanto difficile, il presidente della Camera Penale di Milano, Federico Papa, dopo la visita nel carcere di Opera assieme ai rappresentanti dell’Ordine degli avvocati.

Le carceri privano le persone di ogni dignità: "mancano i beni per l’igiene personale, come il sapone e indumenti intimi. Ci deve fare riflettere: il carcere oramai è considerato una discarica sociale". Papa ha acceso i riflettori sull’emergenza nel corso della iniziativa "Aria d’Umanità", una campagna alla seconda edizione ideata e promossa dall’Ordine degli Avvocati milanese, con l’adesione, tra l’altro, della Camera Minorile la stessa Camera Penale che presiede e di ITD Onlus (Associazione Internazionale Tutela dei Diritti) con il supporto concreto di privati cittadini.

Il ragionamento dell’avvocato Papa è partito da quello che ha toccato con mano recandosi al penitenziario. All’incontro hanno partecipato anche i dirigenti dell’amministrazione penitenziaria, primi fra tutti la provveditrice per la Lombardia Maria Milano e il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri. Sono stati donati a vari istituti di Milano 350 i ventilatori, 250 i kit per l’igiene personale 100 pantaloncini, altrettante 100 t-shirt e 150 indumenti di biancheria intima per i ragazzi del Beccaria. Per i bimbi presenti nel nido di Bollati sono stati raccolti pannolini, salviettine, forbicine, creme e pure biberon.