Una corsa contro il tempo, una patologia rara arrivata all’improvviso e due mesi trascorsi a lottare tra la vita e la morte. È la storia a lieto fine di Francesca, una ragazza di 12 anni colpita da una gravissima encefalopatia autoimmune e salvata grazie alla tempestività e alla competenza dell’équipe dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza. L’evoluzione positiva di questo caso di malasanità scongiurata è stata celebrata proprio all’interno della struttura, in un commovente incontro tra la giovanissima, la sua famiglia e i sanitari che l’hanno avuta in cura.“Siamo qui per ringraziare i dottori e gli infermieri perché mi hanno salvato la vita”.
Il drammatico ricovero d’urgenza e l’operazione al cervello
Il calvario della dodicenne era iniziato lo scorso marzo, quando era stata trasportata d’urgenza in Pronto soccorso con una paresi al lato destro del corpo e la totale impossibilità di articolare parole. Le indagini radiologiche svolte nell’immediato avevano mostrato un imponente edema cerebrale. Con il rapido e progressivo peggioramento delle condizioni cliniche — segnato dallo spostamento dell’asse cerebrale di circa un centimetro — i medici sono dovuti intervenire tempestivamente con una craniectomia decompressiva salvavita per ridurre la pressione endocranica.I sanitari si sono trovati ad affrontare una sfida diagnostica complessa: nonostante gli esiti negativi dei test liquorali e della rachicentesi, l’équipe è riuscita a diagnosticare la patologia “al buio”, procedendo a tentativi terapeutici mirati con immunoglobuline, cortisone ad altissimo dosaggio e una copertura antibiotica e antivirale. Superati i due lunghi mesi trascorsi in Rianimazione, la paziente è stata trasferita al Policlinico “Gemelli” di Roma per la ricostruzione della calotta cranica e il successivo percorso riabilitativo.







