Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCrocevia di conflitti alla Casa Bianca, dove il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato separatamente il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Zelensky era a Washington per partecipare ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, sostenitore della necessità di aiutare l’Ucraina nella guerra contro Mosca. Al termine del colloquio Zelensky ha postato su X un commento: «Buon incontro con il presidente Trump nello Studio Ovale. Grazie per tutto ciò che facciamo insieme per proteggere le vite degli ucraini e promuovere la pace. Il presidente e io abbiamo discusso di licenze per la produzione di intercettori Patriot e di diverse altre idee che potrebbero aiutare. Abbiamo anche parlato di diplomazia, è importante che il processo diplomatico venga rivitalizzato. I nostri team organizzeranno i dettagli della loro ulteriore comunicazione. Sono grato agli Stati Uniti per il loro fermo sostegno». Poi è stata la volta di Netanyahu, che vuole convincere gli Stati Uniti a completare il piano di rovesciamento del regime iraniano avviato con l’attacco congiunto del 28 febbraio del 2026 e poi entrato in una fase diversa con l’intervento della diplomazia a stelle e strisce e i negoziati diretti tra Washington e Teheran. Un compito improbo, quello del premier israeliano in questo momento, perché il tycoon minaccia nuovi interventi, ma al tempo stesso sembra privilegiare la soluzione diplomatica anche per tenere sotto controllo il traffico commerciale nello stretto di Hormuz. Non è un caso che poco prima di accogliere Netanyahu, Trump abbia dichiarato: «Non serve che porti prove del nucleare in Iran».