Cinque mesi esatti dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, Donald Trump riceve alla Casa Bianca nella stessa mattina Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu, definendo poi entrambi gli incontri “positivi e produttivi”. Due leader, due agende opposte: il presidente ucraino è arrivato sperando che la diplomazia gli porti altre armi per chiudere la sua guerra. Il premier israeliano spera che la diplomazia con Teheran sia già fallita per poter riprendere il conflitto su larga scala contro l’Iran. Nonostante gli obiettivi diversi, però, le due principali crisi internazionali affrontate dagli Stati Uniti si stanno intrecciando sempre di più. Zelensky e Netanyahu erano a Washington per i funerali del senatore Lindsey Graham, falco repubblicano morto l'11 luglio, il giorno dopo un viaggio a Kiev: era il maggiore alleato dell'Ucraina al Senato, ma anche un sostenitore indefesso dello Stato ebraico e dei raid su Teheran. E proprio ieri il Senato ha avviato l'esame di un pacchetto di sanzioni contro la Russia: le prime con l'appoggio di Trump, che fino a pochi mesi fa sarebbe apparso improbabile. Dopo il faccia a faccia con il presidente Usa, Zelensky era infatti atteso a Capitol Hill per incoraggiare i senatori a votare sì. Con Zelensky il tono dell’incontro è stato molto più caloroso rispetto ai primi mesi del secondo mandato di Trump, segnati da un duro scontro nello Studio Ovale. Il presidente Usa, colpito dai recenti successi militari di Kiev e dal rallentamento dell'offensiva russa, ha accorciato le distanze nei confronti del leader ucraino.Persino il mondo Maga sembra virare. Non è passato inosservato il post dell'attivista di destra Laura Loomer, storicamente ostile agli aiuti a Kiev, che dopo una visita in Ucraina ha ammesso di essere stata «ingannata dalla propaganda russa» e accusato Putin di armare le forze iraniane. Trump ha rilanciato la sua intervista a Zelensky su Truth Social con un «molto buono!!!». Zelensky ha indicato come priorità del suo rapporto con gli Stati Uniti il rafforzamento della difesa antimissile e della cooperazione strategica con Washington. Sul tavolo ci sono la fornitura di nuovi sistemi Patriot, la produzione su licenza degli intercettori e un accordo sui droni. «La pace va avvicinata», ha scritto. Ma l’asso nella manica che Zelensky ha portato nella capitale Usa è un dossier d'intelligence che, sostiene, proverebbe l'uso di satelliti russi per assistere gli attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente. Dimostrare che le due guerre convergono serve a Kiev per alimentare l'appetito Usa di nuovi aiuti. Del resto, ha ricordato Zelensky, l'Ucraina fronteggia tre fronti insieme: la Russia sostenuta dall'Iran con missili balistici, dalla Cina con tecnologia satellitare e dalla Corea del Nord con la promessa di 30mila soldati. È qui che gli interessi di Kiev e di Israele si toccano. I droni di progettazione iraniana hanno devastato le città ucraine. Per Kiev l'Iran è ormai un combattente indiretto e le sue navi dirette in Russia sono bersagli legittimi. Nel fine settimana l'Ucraina ne ha colpita una nel Mar Caspio e ieri il ministero degli Esteri iraniano ha minacciato conseguenze «impreviste». Il premier israeliano Benyamin Netanyahu (s) alla Casa Bianca per l'incontro con il presidente Usa Donald Trump / ANSA Diverso il copione con Netanyahu. È il primo faccia a faccia con Trump da quando, a febbraio, forze israeliane e americane hanno avviato la guerra congiunta contro l’Iran, e il premier lo inseguiva da aprile. Il rapporto con Trump è altalenante: a giugno il tycoon lo aveva definito «pazzo», per poi metterlo ai margini dei colloqui con Teheran. Netanyahu vuole riprendere l'offensiva su ampio raggio, che ritiene l'unica via per abbattere il regime e il suo programma nucleare. E, con le elezioni il 27 ottobre e i sondaggi sfavorevoli, ha bisogno dell'endorsement del presidente. Voleva parlargli anche dei lavori a «Pickaxe Mountain», un sito nucleare fortificato e sotterraneo vicino a Teheran, ma Trump ha tagliato corto in un’intervista a Fox: «Non ho bisogno che Bibi me lo dica. Me lo dice perché vuole tenermi coinvolto». Sul tavolo anche gli Accordi di Abramo, che Trump vorrebbe estendere all'Arabia Saudita, la quale però rifiuta senza una prospettiva di Stato palestinese. La linea di Netanyahu sembra comunque essersi ricomposta attorno al rapporto con Washington. Da Gerusalemme il portavoce del premier ha fatto sapere che «siamo perfettamente allineati sull’Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump», sottolineando il pieno coordinamento tra i due Paesi sulla crisi con Teheran. Durante il colloquio alla Casa Bianca, secondo la stessa fonte, non si sarebbe invece discusso della possibile vendita di F-35 alla Turchia.Nonostante la pressione israeliana, dunque, pur ribadendo ieri che gli Stati Uniti sono pronti a «tornare e finire il lavoro» con nuovi bombardamenti se non verrà raggiunto un accordo, il presidente americano insiste sull'esistenza di «colloqui molto buoni» con gli iraniani e lascia aperta la porta alla diplomazia. Da parte sua, Teheran sostiene invece che non sono in corso negoziati con Washington e ritiene che il tempo giochi a proprio favore, nella convinzione di poter resistere alle pressioni americane più a lungo di quanto Trump possa sostenere un nuovo conflitto. I due leader “ospiti” avrebbero anche provato a vedersi tra loro, un bilaterale incentrato proprio sull'Iran, ma l'incontro non si è fatto: non si parlano da gennaio 2025, pur essendo stati seduti vicini a un evento a porte chiuse. Sullo sfondo incombono le elezioni americane di midterm di novembre. La guerra iraniana è infatti impopolare e i sondaggi registrano due terzi di sfiducia verso la gestione trumpiana dell'Ucraina.
Trump, Zelensky, Netanyahu: le due guerre sono tornate alla Casa Bianca (dove nessuno ha parlato di pace)
Il presidente Usa incontra nella stessa giornata il leader ucraino e il premier israeliano: Kiev cerca nuove armi per fermare Mosca, Gerusalemme spinge per una linea dura contro Teheran. Sullo sfondo, il difficile equilibrio tra diplomazia e nuove escalation










