a corsa ai mille miliardi di dollari dell’AI sta cambiando il volto dell’industria tecnologica globale. Le stime indicano infatti che nel 2026 la spesa in conto capitale degli hyperscaler potrebbe superare questa soglia, mentre gli investimenti nei data center hanno già raggiunto un peso sull’economia statunitense superiore ai massimi registrati durante il boom di Internet. Un’accelerazione che, secondo Richard Flax, ceo di Moneyfarm, sta ridefinendo il modo in cui gli investitori guardano al settore tecnologico.

Il secondo trimestre ha offerto diversi segnali della portata del fenomeno. SpaceX ha realizzato la più grande quotazione della storia, Alphabet ha raccolto circa 85 miliardi di dollari attraverso un aumento di capitale e Nvidia ha emesso 25 miliardi di dollari di debito. Le principali aziende tecnologiche continuano a rivolgersi sia al mercato azionario sia a quello obbligazionario per finanziare programmi di investimento sempre più ampi, legati allo sviluppo dell’AI.

La crescente domanda di capitali riflette infatti l’espansione delle risorse destinate a infrastrutture, modelli e applicazioni. Gli investitori, almeno per ora, continuano a sostenere questa fase. Al tempo stesso, il settore continua a beneficiare di una crescita sostenuta degli utili. L’espansione degli investimenti procede quindi parallelamente al rafforzamento della capacità di generare profitti, un elemento che contribuisce a sostenere la fiducia degli investitori. Per l’analista, la raccolta di capitali registrata negli ultimi mesi conferma che il processo è ancora nelle sue fasi iniziali e che le nuove tecnologie richiedono ingenti risorse sia per la ricerca e sviluppo sia per la costruzione delle infrastrutture necessarie alla loro diffusione su larga scala.