La questione decisiva dell’era dell’intelligenza artificiale non è più se arriverà una superintelligenza superiore alle capacità umane, ma chi potrà utilizzarla. Lo scrive il Ceo di Meta Mark Zuckerberg in un manifesto pubblicato sul Wall Street Journal, dove propone un modello fondato sull’accesso diffuso alla tecnologia, sull’autonomia individuale e sulla distribuzione del potere, contrapponendolo alla concentrazione delle capacità più avanzate nelle mani di poche aziende e istituzioni. «Siamo fortunati a vivere in un momento incredibile della storia». Nei prossimi anni, secondo Zuckerberg, le persone potranno utilizzare «una superintelligenza superiore alle capacità umane» per «creare e scoprire cose straordinarie, costruire nuove imprese, esprimere le proprie idee, imparare nuovi concetti e migliorare la propria vita, la salute, le relazioni e la carriera». Ma chi controllerà questa nuova capacità? «Sarà centralizzata e limitata a poche istituzioni, oppure sarà uno strumento capace di dare potere a tutti?». La risposta proposta dal numero uno di Meta si basa su tre principi: «l’emancipazione individuale come fonte di prosperità, l’invenzione come scopo principale della superintelligenza e l’equilibrio dei poteri come fondamento della sicurezza».