Luned� Mark Zuckerberg ha pubblicato un saggio di oltre 6.500 parole sul futuro dell'intelligenza artificiale, intitolato The Future Is For Everyone. La tesi � che la superintelligenza vada consegnata a tutti anzich� restare concentrata in poche istituzioni, e che proprio la distribuzione pi� larga possibile sia la vera garanzia di sicurezza. Il fondatore di Meta stabilisce tre pilastri: l'iniziativa individuale come fonte di prosperit�, l'invenzione come scopo primario della superintelligenza, l'equilibrio dei poteri come fondamento della sicurezza.
Una versione del testo era gi� uscita sul Wall Street Journal due settimane fa, e diversi passaggi riprendono una lettera pubblica molto pi� breve diffusa l'anno scorso, oltre ad argomenti che Zuckerberg aveva gi� portato nelle chiamate sui risultati trimestrali. Questa resta comunque la formulazione pi� estesa e dettagliata della sua posizione. Il tono � quello di una filosofia generale, non di una presentazione di prodotto, anche quando descrive cose che Meta sta costruendo.
"Ritengo che questa visione dell'allineamento sia fondamentalmente sbagliata", scrive riferendosi all'idea che, con tempo sufficiente, si possa perfezionare una singola superintelligenza benevola. L'argomento � che l'umanit� non � una monocultura: i valori delle persone esprimono compromessi diversi su questioni importanti, e nessuna soluzione tecnica pu� conciliare interessi opposti tutti insieme. Una superintelligenza unica dovrebbe per forza privilegiare alcuni valori a scapito di altri, e nel farlo sarebbe incapace di essere benevola verso chiunque. Al suo posto il saggio propone il modello dei pesi e contrappesi delle istituzioni democratiche occidentali.













