Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMark Zuckerberg ci mette la faccia e lancia di persona una campagna di ottimismo sull’intelligenza artificiale (IA). Il ceo di Meta, la holding tra gli altri di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha pubblicato alcuni post accompagnati da un video per ribadire che «c’è chi vorrebbe farvi credere che l’intelligenza artificiale ci renderà meno connessi. Non potremmo essere più in disaccordo». Si parla di «paura» e «distopia» dell’IA ma Meta, di contro, continua a «credere che il futuro sia per tutti. Il nostro obiettivo è fornire a ogni persona gli strumenti necessari per raggiungere il proprio pieno potenziale e garantire che i benefici della tecnologia siano accessibili a tutti». Il riferimento ai vantaggi per tutti non è casuale visto che Meta gareggia con altre aziende per accreditarsi al timone della rivoluzione dell’IA (un nome su tutti tra i concorrenti: OpenAI che, invece, ha paventato pericoli per la sicurezza informatica).
Un'immagine della campagna ottimista sull'IA
Gli editori ripensano l’utilità dei motori di ricerca con l’IA
Il messaggio di Meta, anticipato dal sito nord-americano Axios, giunge anche mentre emergono alcuni dubbi sull’utilità della stessa nuova tecnologia. Alcuni editori della stampa, infatti, hanno iniziato a chiedersi se non sia meglio rivedere, o addirittura interrompere, la loro collaborazione con l’intelligenza artificiale di Google che accede ai loro contenuti per, poi, rielaborarli nelle risposte agli utenti del suo motore di ricerca, evoluto secondo il modello di agentic search. Usa Today, Politico, The Economist, People e Reuters sono alcuni degli editori che si stanno interrogando, aggiungendosi ad altri ancora precedenti. La domanda cruciale è se è meglio accettare gli accordi economici con Google, che paga per l’accesso agli articoli, ma vedendo il traffico online ai propri siti diminuire (e cambiando i modelli di business dei giornali) oppure privilegiare quest’ultimo, dovendo però capire come sostituire il ruolo di Google come collettore di utenti.











