Mark Zuckerberg, in un’intervista al Financial Times pubblicata ieri, ha dichiarato che il governo degli Stati Uniti non dovrebbe bloccare o vietare i modelli di intelligenza artificiale cinesi perché non sarebbe «una soluzione efficace» per mantenere la leadership tecnologica americana.

In sostanza, il fondatore e ceo di Meta concorda con le tesi espresse venerdì 24 dal numero uno di Nvidia, Jensen Huang, che in una lettera, poi firmata da ben 77 società hi-tech, tra cui la stessa Meta, ha esortato le aziende americane ad adottare modelli open source di intelligenza artificiale, che nel caso dell’AI vengono definiti open weight, per evitare che gli Stati Uniti perdano la loro leadership tecnologica a scapito della Cina.

Da parte sua Zuckerberg ha invitato le aziende americane a identificare «sistematicamente» colli di bottiglia e ostacoli per competere meglio con le imprese cinesi del settore.

Mentre in un intervento pubblicato ieri sul Wall Street Journal, il numero uno di Meta ha sottolineato che la «superintelligenza», termine preferito dalla sua azienda per indicare un’AI più intelligente di quella umana , «sarà il progresso tecnologico più profondo che vedremo nella nostra vita», a patto che il suo potere non sia «limitato a poche istituzioni».