Di: joe.p. Il panorama politico ticinese si trova a ridefinire i propri equilibri dopo l’annuncio delle dimissioni di Claudio Zali dal Consiglio di Stato, previste per la fine di settembre 2026, e la sua rinuncia a correre per le prossime elezioni cantonali. Un addio che segue le forti pressioni che da giorni subisce per le vicende che lo vedono coinvolto. E che hanno portato ad una decisione “discussa e condivisa” con i vertici del movimento di Via Monte Boglia.In una nota ufficiale firmata dal coordinatore Daniele Piccaluga, la Lega dei Ticinesi definisce il passo indietro del ministro come “una scelta difficile e dolorosa, compiuta per tutelare le istituzioni, il Movimento e la possibilità di affrontare con serenità gli accertamenti in corso”. Il partito tiene a precisare che si tratta di una risoluzione politica, che non deve in alcun modo anticipare i verdetti della magistratura. Al centro della vicenda vi è l’istruttoria sul minorenne detenuto alla Farera, ambito nel quale Zali ha fermamente respinto ogni addebito. Su questo punto la Lega è categorica: “La presunzione d’innocenza non è una concessione, ma una garanzia che deve valere per tutti”.Il movimento non risparmia critiche al contesto in cui è maturata la decisione, denunciando un clima di forte pressione mediatica e politica, alimentato da un “ricorrente odio antileghista che, quando il bersaglio è la Lega, trasforma con sorprendente rapidità il sospetto in verdetto”. Di conseguenza, viene rimarcato che l’addio di Zali non rappresenta un’ammissione di colpevolezza, bensì un atto di rispetto istituzionale.Il comunicato esprime profonda gratitudine per gli oltre trent’anni di servizio pubblico di Zali, prima come magistrato e poi per dodici anni in Governo alla guida del Dipartimento del territorio, dove ha firmato progetti cruciali come la Rete tram-treno e il Piano energetico cantonale.Ora, però, per via Monte Boglia è tempo di guardare avanti. “Il passo indietro di Claudio non sarà un passo indietro della Lega”, assicura il movimento, convinto che questa prova di maturità debba trasformarsi nella forza per costruire una compagine più unita e vicina ai cittadini. La centralità del progetto politico leghista viene riaffermata con forza: “Non è una poltrona né un singolo nome, ma una comunità politica radicata nel territorio”.Il primo banco di prova per il nuovo corso sarà l’Assemblea del 31 luglio, confermata per discutere la strategia verso le cantonali del 2027. La Lega si dice pronta al rinnovamento, decisa ad affrontare questo passaggio delicato “con i piedi ben piantati in Ticino e lo sguardo rivolto al futuro”. Claudio Zali si dimetteTelegiornale 29.07.2026, 12:30