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Daniela Corneo

Il sistema automatico del 118 non ha previsto la presenza dell'automedica. Dopo l’autorizzazione all’invio, il giallo su un buco di sei minuti

Abderrahim Fakir, il 42enne morto ammanettato domenica 19 luglio in un cortile di via Svevo al Pilastro, si sarebbe salvato se sul posto fosse intervenuto subito un medico? È questo uno degli elementi che le indagini in corso dovranno chiarire. Tra i quesiti che la Procura ha affidato ai consulenti che hanno fatto l’autopsia sul corpo dell’uomo c’è anche quello sulla valutazione della tempestività e adeguatezza dell’intervento di soccorso sanitario, alla luce delle informazioni acquisite dal 118. Ma non solo: si è chiesto agli esperti di capire la correttezza o meno dei presidi utilizzati e delle professionalità presenti o assenti sul luogo della tragedia.

La morte di Fakir, telefonata della polizia al 118: il caso automedicaQuando gli agenti arrivano in via Svevo al Pilastro e trovano Fakir in uno stato di alterazione, chiamano la loro centrale e chiedono di allertare il 118. Lo avrebbero fatto due volte. Sono le 12.17 e la richiesta è che vengano inviati dei sanitari per «un uomo in crisi psichiatrica», hanno riferito gli inquirenti il giorno dopo la tragedia.