I soccorritori del 118 che sono intervenuti nel caso di Fakir hanno espresso il loro dolore per la morte del 42enne. Il loro avvocato ha spiegato la loro posizione, sotto indagine attraverso il modulo del cosiddetto scudo penale, come i poliziotti intervenuti sulla scena, con l’accusa di omicidio colposo. Secondo il legale, però, non è stato possibile intervenire in sicurezza, per un gruppo di sanitari che non erano né medici né infermieri, ma volontari.

Le parole dell'avvocato dei volontari del 118

Perché i soccorritori non sono intervenuti prima

I soccorritori erano volontari, non medici né infermieri

Le parole dell’avvocato dei volontari del 118Mario Simoni, l’avvocato che rappresenta i quattro soccorritori del 118 intervenuti nel caso della morte di Abderrahim Fakir, ha spiegato a Repubblica quanto successo dal punto di vista dei suoi assistiti:Non appena è stato possibile sono intervenuti, questo è certo. Ed è anche certo che dai filmati si vede solo una piccola parte del loro intervento.ANSAImmagini dell'intervento della poliziaI quattro sono iscritti nello stesso modulo del cosiddetto “scudo penale” degli agenti. Il reato su cui la procura sta indagando è quello di omicidio colposo.Perché i soccorritori non sono intervenuti primaUna delle critiche mosse ai soccorritori riguarda le tempistiche dell’intervento. Simoni ha però spiegato che si tratta di una valutazione complessa, che deve prima di tutto calcolare la sicurezza dell’intervento.“La prima valutazione che viene richiesta a qualsiasi soccorritore è quella di giudicare la sicurezza della scena in cui è chiamato a prestare aiuto” ha dichiarato l’avvocato.