Pubblicato il: 29/07/2026 – 11:51
SAN FERDINANDO È iniziato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. Il provvedimento dà attuazione ai decreti 228 e 238 del 6 e del 23 marzo 2026, adottati nell’ambito delle disposizioni legate al cosiddetto “Decreto Caivano”. Nei prossimi giorni circa cento persone dovranno lasciare l’insediamento informale. Una parte di loro dovrebbe essere trasferita nelle palazzine di contrada Serricella, a Rosarno. Emergency, presente accanto agli abitanti della tendopoli dal 2011, giudica positivamente il superamento di una struttura nata quasi quindici anni fa come soluzione emergenziale, ma avverte sul rischio che l’operazione possa riprodurre nuove condizioni di marginalità, esclusione e ghettizzazione. Secondo l’organizzazione, mancherebbero infatti percorsi certi, individualizzati e di lungo periodo per le persone coinvolte.
«Anni di abbandono istituzionale»
Emergency ricorda le gravi condizioni igienico-sanitarie nelle quali i lavoratori sono stati costretti a vivere per anni, in un insediamento privo anche di acqua potabile e corrente elettrica. Una situazione che, secondo l’organizzazione, rappresenta «l’esito di un percorso di accoglienza fallimentare, deterioratosi nel tempo fino al completo abbandono istituzionale». Nella tendopoli vivono soprattutto braccianti agricoli stabilmente presenti da anni in Italia e in regola con le norme sull’immigrazione. Emergency esprime particolare preoccupazione per la ricollocazione e la presa in carico delle persone più fragili. Molti abitanti, denuncia l’associazione, non saprebbero ancora quando saranno trasferiti, dove verranno ricollocati e quali garanzie avranno rispetto al lavoro, alla residenza, all’accesso ai servizi e alla continuità della propria vita quotidiana.













