Le ruspe e le forze dell’ordine hanno fatto il loro ingresso nella Piana di Gioia Tauro per dare il via allo sgombero definitivo della tendopoli di San Ferdinando. L’intervento d’imperio dà operatività ai decreti numero 228 e 238, emanati rispettivamente il 6 e il 23 marzo 2026. Si tratta di provvedimenti inseriti nella cornice normativa del Decreto Caivano, convertito in legge il 13 novembre 2023 e promosso dal Governo Meloni come strumento di contrasto al degrado urbano e alla criminalità giovanile nelle periferie. Le operazioni sul campo prevedono l’allontanamento graduale di circa cento lavoratori agricoli dall’insediamento informale, con un trasferimento parziale destinato alle palazzine pubbliche di Rosarno.
I decreti di sgombero e le incognite sul futuro dei lavoratori
L’operazione segna un passaggio decisivo per un’area segnata da anni di precarietà, ma apre interrogativi immediati sulla sorte degli abitanti. Il sito di San Ferdinando era nato quasi quindici anni fa per iniziativa del Ministero dell’Interno come misura d’emergenza provvisoria. Con il trascorrere del tempo, la struttura si è trasformata in un insediamento cronicizzato, caratterizzato dall’assenza dei servizi primari come l’acqua potabile e l’energia elettrica.












