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Carlotta De Leo

Ruspe nell'insediamento dei braccianti. Il sottosegretario: fine di degrado e rassegnazione. Occhiuto: il capolarato non è degno di un paese civile

È iniziato nella mattina di venerdì a San Ferdinando, nella zona industriale del porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria), lo smantellamento della baraccopoli dove negli anni hanno trovato riparo migranti arrivati nella piana per lavorare come braccianti agricoli durante la stagione della raccolta delle arance.

«Oggi si apre una pagina completamente nuova. Queste baracche verranno distrutte e, al loro posto, sono già disponibili delle abitazioni a pochi chilometri da qui, che hanno già visto l'insediamento di 116 migranti regolari con contratto di lavoro» afferma il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, presente a San Ferdinando, nel Reggino, per seguire le ruspe al lavoro per demolire la tendopoli gestita dal Comune, ampliatasi nel tempo con alloggi di fortuna costruiti dagli stessi migranti. «Ciascuno dei 116 migranti- aggiunge Mantovano - pagherà un canone di affitto, circa 70 euro a persona, perché i moduli sono mediamente di sei persone. Tutti i servizi saranno assicurati e questo permetterà di muoversi in una dimensione di civiltà». Le nuove palazzine di edilizia popolare che ospitano i migranti sono state edificate in contrada Serricella, a Rosarno.«A breve - afferma ancora Mantovano - saranno sistemati fino a 400 migranti nei vari insediamenti curati dall'ufficio del commissario».