Più che sui prezzi bisogna agire sull’offerta. Come? Riattivando alcune raffinerie, aumentando la produzione di petrolio e gas in Basilicata e l’estrazione di gas nel mar Adriatico e in Sicilia. Utilizzando quel prestito di 20 miliardi (6 quest’anno e 14 l’anno successivo), concesso dall’Europa, per realizzare tutti gli investimenti necessari sia nella rete elettrica che nelle rinnovabili. Il commento di Gianfranco Polillo
Con la solita onestà intellettuale, che lo distingue, Carlo Cottarelli ha detto di non drammatizzare. L’invito era rivolto soprattutto a Giuseppe Conte che cercava di guidare una sorta di rivolta popolare contro il caro benzina ed il caro gasolio. In questo seguito ed inseguito sia da Elly Schlein che dai due capi di AVS: Fratoianni e Bonelli. “La crisi iniziata a fine febbraio con l’attacco all’Iran – aveva ricordato – non ha per ora causato, nonostante tutto, i danni economici devastanti che qualcuno aveva prospettato”.
Finora l’economia italiana non è andata poi così male, considerando la gravità della situazione internazionale. Nel primo trimestre la crescita è stata pari allo 0,3%, più o meno in linea con le medie europee. Nei due mesi successivi il trend dell’occupazione, della produzione industriale e delle costruzioni sembra essere piuttosto buono. Giovedì prossimo, quando usciranno i dati Istat per il secondo trimestre, si potrà essere più precisi. Gli occhi restano, comunque, puntati sui prezzi del greggio e di conseguenza su benzina e gasolio, senza trascurare il gas.













