Il metano continua a essere importante per soddisfare la domanda di elettricità. E solo riempiendo gli stoccaggi possiamo proteggerci dalle oscillazioni dei prezzi dovute alle tensioni geopolitichedi Luigi Meranomercoledì 29 luglio 20264' di letturaC'è una differenza tra la politica energetica e i racconti della buonanotte. La prima deve garantire che l’energia non manchi a nessuno, i secondi – invece – possono permettersi di ignorare la realtà. Il problema – quasi solo europeo - sorge quando l’energia viene trattata come una favola fatta di torrenti, pale e pannelli. In Europa, del resto, la realtà non piace: dal fondo della sala alza con impazienza la mano, ma nessuno le dà retta. Vorrebbe dirci, se potesse, che l’86% della domanda mondiale di energia dipende ancora dalle fonti fossili e che il gas continua a essere fondamentale nel mix energetico italiano ed europeo. Che l'Italia, poi, è il secondo consumatore di metano dell'UE, che ci alimenta una quota rilevante della propria industria manifatturiera (cioè del suo futuro!) e ci produce perfino metà di tutta l’elettricità consumata nel Paese.Poi arrivano le crisi, e scopriamo che le infrastrutture del metano servono eccome. Un esempio? Gli stoccaggi. Tra ottobre ‘25 e marzo ‘26 i depositi italiani (un sesto della capacità di stoccaggio dell’intera UE) hanno erogato 9,5 miliardi di metri cubi di gas (23% della domanda nazionale). Lo spiega Polaris, il nuovo report Snam sullo stato dell’arte del sistema gas italiano, pubblicato questo mese per la prima volta. In pratica, durante la stagione fredda, un metro cubo di metano su quattro è stato garantito dalle riserve accumulate prima.Potevamo farne a meno? Sì, ma rischiando interruzioni ed esponendoci di più a oscillazioni dei mercati e shock dell'offerta che invece – si veda Hormuz – sono stati ben assorbiti. Come sono stati assorbiti, a loro volta, i picchi di domanda registrati durante le giornate più fredde. Forse nessuno se n’è accorto - buon segno - ma a gennaio la domanda gas ha fatto registrare un +11% rispetto al 2025. Idem in estate (+6% a maggio, +3% a giugno), vuoi per i data center – che vanno h24 - vuoi per i condizionatori, spesso accesi anche di notte.Gli eco-intellettuali in cortocircuito sul greenQuarantaquattro intellettuali in fila per sei e col resto di due le cantano in coro all’opinione pubblica. Anche l...GAS E RINNOVABILI