Scenari
La produzione continentale è soprattutto green, ma il fabbisogno energetico viene soddisfatto soprattutto dal petrolio
Di fronte all'aumento dei prezzi di gas e petrolio, un pacchetto di misure che garantisca un sollievo immediato non basta. La crisi iraniana continua a mordere la mobilità, il greggio va alle stelle e così in Europa suona la sveglia. È ora di darsi da fare e a dirlo è la Commissione Europea, anzi Ursula von der Leyen in persona. Conti alla mano, soltanto nei primi due mesi del conflitto, l'aumento di spesa per l'importazione di combustibili fossili è stato di 27 miliardi di euro, quasi 500 milioni al giorno. Il motivo lo spiega un rapporto della Direzione generale energia, clima e ambiente di Palazzo Berlaymont: nella UE produciamo appena il 43% dell'energia che consumiamo; il restante 57% lo importiamo. Secondo i dati (riferiti al 2024), il petrolio e i suoi derivati pesano per il 37,8% del mix energetico europeo, il gas naturale è al 20,6% e i combustibili fossili (carbone, legna, pellet e biomassa) al 9,7%. Insieme sfiorano un 70% che batte di netto il 20,3% che arriva dalle rinnovabili e l'11,6% del nucleare...







