È salito a 13 morti il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito il Giappone meridionale. «Ci sono ancora persone in attesa di essere soccorse, quindi stiamo affrontando una vera e propria corsa contro il tempo», ha dichiarato la premier Sanae Takaichi, aggiungendo che «tutte le risorse disponibili» sono state impiegate.Takaichi ha assicurato che, fin dal momento del terremoto, il governo ha agito con la massima rapidità per valutare l'entità dei danni, in stretto coordinamento con i ministeri e gli enti competenti. Takaichi ha sottolineato che, oltre alle vittime, si sono verificati crolli di edifici, incendi e danni alla rete stradale. Si sono inoltre registrate interruzioni di corrente e di acqua. A fronte del caldo estremo, Takaichi ha esortato la popolazione e il personale di soccorso ad adottare tutte le precauzioni necessarie per prevenire i colpi di calore durante le operazioni di salvataggio.Quasi 170 scosse, l'allerta della Jma

Sono state quasi 170 le scosse avvertite dalla popolazione registrate nell'area di Kumamoto, nel sud-ovest del Giappone, dopo il violento terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito la regione martedì. Lo rende noto l'Agenzia meteorologica giapponese (Jma), secondo cui il bilancio, aggiornato alle 9 di mercoledì mattina, comprende tre scosse di livello «5 inferiore» – quinto grado della scala sismica giapponese a dieci livelli – e 11 di livello 4.La zona sismicamente attiva si estende per circa 50 chilometri tra l'entroterra di Kumamoto e il Mar di Yatsushiro, ha spiegato Masashi Kiyomoto, coordinatore per la riduzione del rischio sismico e tsunami della Jma, in una conferenza stampa, avvertendo che nell'arco di una settimana circa non si esclude il verificarsi di una scossa di intensità prossima al livello massimo 7.La faglia di Hinagu e lo stop agli Shinkansen