Il bilancio del violento terremoto che ha colpito il sud-ovest del Giappone continua ad aggravarsi. Almeno 13 persone hanno perso la vita dopo la scossa di magnitudo 7,1 che ha colpito nel tardo pomeriggio di martedì la prefettura di Kumamoto, sull'isola di Kyushu, mentre decine di persone risultano ancora disperse. Le squadre di soccorso stanno lavorando senza sosta tra edifici crollati e infrastrutture danneggiate, in una corsa contro il tempo per trovare eventuali superstiti.
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La prima ministra Sanae Takaichi ha confermato il numero delle vittime e ha assicurato che il governo ha mobilitato tutte le risorse disponibili. "Ci sono persone che stanno ancora aspettando di essere soccorse ed è una corsa contro il tempo. Faremo tutto il possibile per trovare e salvare quante più persone possiamo", ha dichiarato.
La premier ha inoltre espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e ha invitato la popolazione alla massima prudenza, soprattutto a causa dell'intensa ondata di caldo che sta investendo la regione, con temperature vicine ai 40 gradi, rendendo ancora più difficili le operazioni di emergenza.
Crolli, dispersi e feriti










