di
Elisabetta Andreis
Il ricordo del figlio Carmelo, direttore dell’Ordine degli Avvocati: «Aveva cominciato come garzone a 10 anni, in un paesino della Sicilia. Nel 1955 era arrivato a Milano soltanto con una valigia e un mestiere. La città gli offrì subito un lavoro ma non una casa»
Il padre sognava un figlio con i libri in mano. Il figlio, diventato direttore generale dell’Ordine degli Avvocati di Milano, ha scritto un libro per dire che quelle mani con le forbici valevano quanto una laurea. Carmelo Ferraro ha affidato a cento pagine la storia di Giuseppe, suo papà, il barbiere di viale Certosa che a 90 anni lavorava ancora ed era considerato il più anziano d’Italia. Si intitola «Frammenti di memoria. Storia e testimonianze del maestro parrucchiere Giuseppe Ferraro e della sua bottega storica», scritto insieme ad Antonio Barbalinardo. Giuseppe è morto il 18 marzo 2024, alla vigilia della festa del papà. La serranda non si alza più, ma il quartiere continua a passare da quella bottega.
La storia comincia a Sommatino, nell’entroterra siciliano. Giuseppe ha dieci anni quando entra come garzone dal barbiere del paese: osserva, spazza, ascolta. A quindici sa già lavorare da solo.







