«Morirò con l'ago in mano». In questa frase è racchiusa tutta la passione per la sartoria di Aldo Ricci, 76 anni, che da 52 ogni mattina apre il suo negozio in via Frassineto all'angolo con corso Racconigi, dietro all'oratorio salesiano San Paolo. Nella sua vita il signor Ricci ha sempre fatto il sarto, ma da sabato primo agosto non lo farà più, almeno in questo piccolo locale aperto nel 1974. «Mi scade il contratto di locazione e poi non ce la faccio più. Ho 76 anni, ho deciso di dire basta» racconta alternando un cliente all'altro, tra un vecchio cappotto della mamma da sistemare e un elastico dei pantaloncini troppo stretto. La pensione a La Morra tra famiglia e piccoli lavori di sartoria «Mi mancheranno i clienti, soprattutto all'inizio. Il lavoro no, anche perché ne ho già abbastanza dove abito». A La Morra, nelle Langhe, Aldo continuerà infatti a fare un po' di sartoria, mentre potrà finalmente dedicarsi alla casa, dove si è trasferito 33 anni fa, e alla famiglia, con sua moglie, un figlio di 47 anni e due nipoti. «Una ha 16 anni e ha scelto di fare moda a scuola» ma Ricci assicura che non è stato lui a influenzarla. Da Cerignola a Torino: il lungo viaggio quotidiano del sarto Nato a Cerignola, in provincia di Foggia, è arrivato a Torino a 22 anni, ma dopo aver abitato a lungo in corso Trapani ha deciso che voleva vivere in campagna. E così, da oltre 30 anni si sveglia alle 5, prende un pullman, poi il treno e infine un altro pullman per arrivare ad alzare la serranda in via Frassineto. Non prima di un salto al bar: «Devo stare lì 10 minuti così che cominci ad arrivare qualcuno. Saluto, faccio due chiacchiere. Quello sì che mi mancherà». La passione per ago e filo nata quando aveva otto anni La passione per la sartoria nasce prestissimo. «Ho cominciato quando avevo otto anni. Aiutavo mia mamma a rammendare le calze dei miei fratelli, visto che eravamo una famiglia numerosa. Mi è sempre piaciuto» ricorda Aldo di fronte alla macchina per cucire che lo accompagna fedelmente da quarant'anni e sotto una collezione di souvenir a forma di ditale da sarto. Gli abiti su misura per magistrati, imprenditori e professionisti Arrivato a Torino dopo l'apprendistato, apre subito il negozio in cui da sempre cuce abiti su misura, oltre a lavori di sartoria più comune come aggiustare i vestiti o fare gli orli. Dalla sartoria passano personalità importanti, come il magistrato Gian Carlo Caselli, il questore Salvatore Longo o l'imprenditore e politico Paolo Damilano, oltre a professionisti affermati, avvocati e imprenditori. La soddisfazione del mestiere e l'ultimo saluto alla bottega Un riconoscimento che però non è l'unica cosa che appaga Aldo Ricci, che trova il bello anche nelle piccole cose del suo lavoro: «Ti soddisfa pure quando porti un capo dalla taglia 54 alla 46, per esempio. Lo devi smontare tutto e alla fine rimani soddisfatto del tuo lavoro». Ora questo tempo si sta per concludere, ma Ricci continuerà a essere e a fare il sarto: «Tutti quanti chiudono perché non c'è lavoro, per me al contrario è sempre aumentato».
Il saluto del sarto di via Frassineto, dopo 52 anni Aldo Ricci recide l’ultimo filo e chiude
«Ho cominciato a 8 anni e oggi ne ho 76, lavoro con la stessa macchina da cucire da 40 anni. Morirò con l’ago in mano, ma in casa a La Morra»







