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Davide Stoppini

Parla il presidente della Figc: «Mi assumo tutte le responsabilità»

Trentasei giorni: neppure Giovanni Malagò pensava ci sarebbe voluto tanto tempo per scegliere le figure cui affidare la ripartenza della Nazionale. A maggior ragione se le figure, in fondo, sono quelle che sotto sotto erano ben fisse nella sua testa. Roberto Mancini, certo. Ma pure Claudio Ranieri, che è sempre stata un’ipotesi da non scartare fin dalla prima ora, se è vero che di lui in azzurro si parlava fin dai giorni dell’addio alla Roma dello scorso aprile. Malagò è andato per punti, nell’intervento post Consiglio Federale. Ha chiarito. Ha spiegato. Ha smussato. Ha scelto. Ecco, passaggio per passaggio, i punti più importanti toccati dal presidente Figc.

Scelta e responsabilitàCosì Malagò sulla scelta di Mancini: «Ho ritenuto che la persona che dovesse diventare ct dell’Italia fosse Roberto Mancini, per una serie di considerazioni di cui mi assumo la responsabilità». Non è un passaggio banale. Perché al netto della condivisione col direttore tecnico Claudio Ranieri («Non è venuto meno il concetto di nuova gestione del presidente del Club Italia e di direttore tecnico, mi serviva una persona con cui condividere la scelta, da cui ho ricevuto l’ok solo dopo il Consiglio Federale»), è chiaro che sulla decisione di virare su Mancini, Malagò ci ha messo la faccia. Perché, in fondo, fosse stato (solo) per lui quella sarebbe stata la via da percorrere immediatamente. «Perché non l’ho scelto subito? Perché qualsiasi nome avessi avuto in mente, ero rispettoso del ruolo che avevo in mente per il presidente del Club Italia».