"Non sono stato contattato", ha risposto secco Mancini alla domanda sul suo coinvolgimento nella corsa alla panchina azzurra. Manca dunque il via libera di Malagò, che alla fine arriverà. Oltre i dubbi, che sono anche quelli dei club di Serie A (Antonio Conte il preferito) e delle altre componenti. Perché il nuovo corso della Nazionale, quello che richiede una rivoluzione del movimento a partire dalle basi, non può iniziare tra i dissidi. E dunque prevarrà la linea portata avanti dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal suo braccio destro Leonardo che conduce a Pirlo. "C'è condivisione tra di noi, c'è un discorso che riguarda i prossimi sei anni perché il traguardo è l'Europeo in casa - ha detto Malagò giovedì dopo l'Assemblea della Lega Serie A - Loro non faranno mai nulla che non è condiviso con me, io non farò mai nulla che non è condiviso con loro". Intanto la squadra di quello che sarà il prossimo ct è già pronta: Baronio sarà il suo vice, De Bellis preparatore atletico, Bertoni collaboratore tecnico e Di Martino match analyst. "Le scommesse sono sempre un azzardo e quindi bisogna cercare anche di fare delle scelte che abbiano un senso logico ed è soltanto il campo che poi deciderà quanto questa una scommessa è una scelta lungimirante, visto che l'accordo dovrebbe essere quadriennale", ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a Sky Tg24, parlando di Pirlo ct. "Io mi ero ripromesso e confermo la mia decisione dei giorni scorsi di fare il tifo per una soluzione e di non esprimere opinioni perché comunque sarei stato il primo supporter del Ct e della Nazionale perché per me la Nazionale è la squadra del cuore e quindi mi auguro soltanto che questa scelta fatta dal presidente Malagò, insieme a Paolo Maldini e a Leonardo, possa portare i risultati sperati sapendo che si tratta di un percorso. D'altro canto Pirlo ha un suo percorso da allenatore dove ha dimostrato il suo valore. Mi auguro che sappia dimostrarlo ulteriormente e poi sarà un problema di sistema dove tutti potranno dare dovranno dare un contributo a partire dai club della Serie A perché nulla succede semplicemente per la capacità dell'allenatore, non è una questione di cognomi una questione di organizzazione", ha aggiunto.