Sette decenni e mezzo trascorsi uno accanto all’altra, sfidando il tempo, la storia e le inevitabili curve della vita. Quello di Corrado e Italietta, entrambi ultranovantenni, non è soltanto un anniversario straordinario, ma una promessa mantenuta per ben 75 anni, un traguardo d’amore così raro da sembrare quasi una favola d’altri tempi. Anche lo scoccar della scintilla, arriva dritta da un’altra epoca. "Papà e mamma si sono conosciuti in una balera, e da quel momento non si sono più lasciati", raccontano Gabriele e Massimo Avanzi, i due figli che hanno seguito le orme dello zio Giampaolo, fratello di Corrado, che fondò quell’ottica Avanzi che ha fatto la storia nel suo settore anche oltre i confini emiliano romagnoli, un colosso poi venduto a inizio millennio aprendo la strada ad un’altra avventura, quella di ottica Inn, che Massimo e Gabriele, e figli incusi, portano avanti con successo.

Corrado, invece, la sua vita da lavoratore la cominciò prestissimo, a 13 anni, entrando in fornace, e quando ancora non era maggiorenne mosse i primi passi da sindacalista in azienda, toccando con mano quel mondo che lo vedrà protagonista nazionale per un trentennio, e su cui ha scritto anche un libro. "Mamma, invece, ha sempre continuato a fare l’orlatrice", un mestiere d’un tempo che non c’è più, nell’attesa di un ‘sì’ che arrivò prestissimo. Era il 29 luglio 1951. Vent’anni lui, 18 appena compiuti lei, "ma all’epoca si era maggiorenni a 21 anni, così per sposare mamma e papà firmarono i nostri nonni", raccontano in coro Gabriele e Massimo, che da una parte spulciano foto cercando il cimelio più importante, gli scatti di quelle nozze di metà ‘900, mentre dall’altra parte si prodigano per organizzare la festa di Corrado e Italietta, "un ristorante qui in zona, a pochi passi da casa, perché d’accordo la salute regge per entrambi, ma meglio non eccedere negli sforzi".