di

Francesca Angeleri

Cinque figli, le ferite del passato: «Ci prendiamo così»

«Ciao Gio, ho cominciato a leggere il tuo libro. Molto intenso. Simo». Comincia così, una storia d’amore. Con una bugia. Perché Eroi quotidiani. Storie eccezionali di gente comune (Cairo Editore) Simona Ventura non l’ha mai letto. La sera prima di quel messaggio, lei e Giovanni Terzi (l’autore) si erano incontrati a una cena. Lei era single da poco, eppure, «sentivo le farfalle nello stomaco». Simona si fa dare il suo numero da un’amica e butta l’amo. Giovanni è spudoratamente tenero mentre parla di sua moglie (matrimonio il 6 luglio 2024 al Grand Hotel di Rimini). Al messaggio rispose con un «sei un tesoro», ma era già molto più avanti... Iniziarono due settimane di telefonate e chat, «ma, per me, lei era già la mia fidanzata, mia moglie. Tutto. È stato immediato».

L’amore maturo è più che moderno, è libero. Basta con i muri, con i tira e molla, con i sotterfugi. Basta con le croste sul cuore. Non servono più. Non emozionano più. Come dice Simona: «Io ho sempre desiderato avere un uomo con cui essere insieme contro tutti e contro tutto, contro tutte le avversità, però uniti. Non c’ero mai riuscita. Quando ormai non ci credevo più, è arrivato lui». Si sono presi così come erano. Senza l’angoscia di mostrarsi migliori, più felici, più risolti. Così. Con le ferite di rapporti e matrimoni finiti, con i tradimenti dolorosi, con i figli. Soprattutto. «Noi siamo uno», dice lei. Hanno unito due nuclei, Giovanni aveva due figli e lei tre, e tutti avevano bisogno della loro presenza. «I miei erano diffidenti, mi avevano vista soffrire e volevano evitare che accadesse di nuovo. La felicità dei nostri ragazzi è il perno, abbiamo lavorato tanto per costruire questa bellissima tribù, come ci piace chiamarla», una grande famiglia allargata.