Alla struttura La Mimosa di Campi Bisenzio una storia d'amore che dura da 65 anni. Lei ha quasi perso la memoria, lui le canta le canzoni popolari toscane

L’amore non ha età e non ha limiti. Lo racconta bene la storia di Annamaria ed Edward, entrambi ottantassettenni, insieme da 65 anni. Lei è ospite da pochi mesi all’Rsa La Mimosa di Campi Bisenzio (Firenze), gestita dal Consorzio Zenit, a causa di un decadimento cognitivo sopraggiunto dopo una polmonite bilaterale. Lui è rimasto a vivere nella loro casa poco distante, ma va a trovarla due volte al giorno: due ore la mattina e due il pomeriggio. Quando fa più caldo usa l'auto, ma la mattina preferisce muoversi a piedi, percorrendo cinque chilometri all’andata e cinque al ritorno nonostante l’età: "Così mi tengo in forma", racconta.

Ogni mattina arriva elegante, in camicia, con i suoi occhi azzurri, i capelli e la barba bianchi. Arriva veloce e brillante, desideroso di poter riabbracciare la moglie, anche se lei non riesce più a parlare. "Sono felice quando entro nella struttura perché posso stare accanto a lei", spiega. Si siede al suo fianco, le tiene la mano senza staccarla mai, le fa una carezza o le dà un bacio sulla guancia. Altre volte le canta i brani della tradizione popolare toscana, come L’amore è come l’ellera o Il trescone, e la aiuta a mangiare. "Dal suo sorriso percepisco che è molto più contenta se a imboccarla sono io piuttosto che le brave operatrici della struttura. Vuol dire che ancora mi riconosce, anche se ha perso la parola". A volte le racconta qualche ricordo del loro passato, la spinge in carrozzina o canta per lei durante le attività di musicoterapia. "Non faccio nulla di speciale: le dico che giorno è, le racconto cos'ho fatto ieri, la porto in terrazza. Semplicemente le tengo compagnia e questo fa stare bene entrambi".