Benedetta e Cristiano si sono incontrati per l’ultimo dell’anno di 15 anni fa e non si sono più lasciati. E poi Robert ed Amy, arrivati dal Regno Unito con un bagaglio pieno di emozioni e poi tanti, tanti altri. Non importa da dove arrivino, in comune hanno tutti una destinazione del cuore: Certaldo. Tra le tante storie che si sono incrociate in questa estate intensa di celebrazioni a Palazzo Pretorio, ce n’è una davvero particolare. Quella delle "nozze salvate in extremis": tanti chilometri macinati per un matrimonio che…rischiava di non celebrarsi. Il motivo? Il "sì" appeso a due firme, quelle dei testimoni che gli sposi - arrivati a Certaldo dalla Norvegia - si sono dimenticati di portare. Protagonisti della disavventura a lieto fine sono Jan e Ingrid, una coppia arrivata da Kuvagvegen insieme alle figlie, che ha scelto il borgo del Boccaccio per il loro matrimonio. Peccato che, una volta arrivati davanti all’ufficiale di Stato civile, gli sposi si siano accorti di non avere portato i testimoni. A raccontare sui social il curioso episodio è stata l’assessora alla cultura Claudia Centi, che si è occupata di salvare, e celebrare, il matrimonio con una soluzione rivelatasi decisiva: chiudere per mezz’ora il museo e ’ingaggiare’ le addette alla biglietteria. Sara e Petra si sono così improvvisate testimoni, assistendo formalmente alla cerimonia e apponendo la propria firma sui documenti. Il matrimonio ha potuto svolgersi senza altri intoppi, tra sorrisi e un aneddoto che Jan e Ingrid non dimenticheranno. Dietro il lieto fine, anche la promozione del territorio "Ogni matrimonio di una coppia non residente o straniera porta risorse nelle casse comunali, che vengono reinvestite sul territorio – sottolinea l’assessora Centi – e genera un indotto importante".