La Basilica Cattedrale oggi ha accolto un'emozione e un frammento di storia collettiva che attraversa ventisei anni di vita condivisa. Melissa Foderà, una delle due bambine scambiate in culla la notte di Capodanno del 1998 nel reparto di ostetricia del locale ospedale Abele Ajello, ha pronunciato il si. Accanto a lei, lo sposo Antonino Scaturro, e attorno una comunità che ha seguito, passo dopo passo, l’evoluzione di una vicenda che ha segnato la Sicilia e l’Italia.
Il caso di Melissa Foderà e Caterina Alagna emerse anni dopo grazie ai sospetti di una maestra dell’asilo. Gli esami del sangue e il test del DNA confermarono ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare: due bambine cresciute in famiglie diverse, ma nate per appartenere l’una all’altra. Da quel momento, le due famiglie, dopo il naturale momento di sconvolgimento, scelsero la via più coraggiosa, quella di superare il trauma vivendo insieme, di condividere la quotidianità delle due ragazze e costruire un’unica grande casa affettiva. Una scelta che trasformò un errore drammatico in un esempio di amore che diventò prima un libro, “Amore per sempre”, e poi un una fiction Rai. Una storia che si può benissimo identificare come “simbolo nazionale” di unità familiare.








