| 25 Luglio 2026 03:02 |
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(Adnkronos) –
L’amore non ha età e non ha limiti. Lo racconta bene la storia di Annamaria ed Edward, entrambi ottantassettenni, insieme da 65 anni. Lei è ospite da pochi mesi all’Rsa La Mimosa di Campi Bisenzio (Firenze), gestita dal Consorzio Zenit, a causa di un decadimento cognitivo sopraggiunto dopo una polmonite bilaterale. Lui è rimasto a vivere nella loro casa poco distante, ma va a trovarla due volte al giorno: due ore la mattina e due il pomeriggio. Quando fa più caldo usa l’auto, ma la mattina preferisce muoversi a piedi, percorrendo cinque chilometri all’andata e cinque al ritorno nonostante l’età: “Così mi tengo in forma”, racconta.
Ogni mattina arriva elegante, in camicia, con i suoi occhi azzurri, i capelli e la barba bianchi. Arriva veloce e brillante, desideroso di poter riabbracciare la moglie, anche se lei non riesce più a parlare. “Sono felice quando entro nella struttura perché posso stare accanto a lei”, spiega. Si siede al suo fianco, le tiene la mano senza staccarla mai, le fa una carezza o le dà un bacio sulla guancia. Altre volte le canta i brani della tradizione popolare toscana, come L’amore è come l’ellera o Il trescone, e la aiuta a mangiare. “Dal suo sorriso percepisco che è molto più contenta se a imboccarla sono io piuttosto che le brave operatrici della struttura. Vuol dire che ancora mi riconosce, anche se ha perso la parola”. A volte le racconta qualche ricordo del loro passato, la spinge in carrozzina o canta per lei durante le attività di musicoterapia. “Non faccio nulla di speciale: le dico che giorno è, le racconto cos’ho fatto ieri, la porto in terrazza. Semplicemente le tengo compagnia e questo fa stare bene entrambi”.









