ROMA – Silvano Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, perché l’ex Ilva è decisiva per l’industria italiana?

«Perché è un pezzo della sicurezza industriale del Paese. L’Italia non ha materie prime: l’Ilva, per decenni, è stata la nostra materia prima strategica. Da lì sono nate filiere intere che usano laminati piani e che esportano nel mondo. Senza, ci condanniamo a comprare fuori gran parte dell’acciaio che serve a costi alti e con effetti negativi».

La scelta di Taranto non fu un caso...

«Per nulla. Negli anni Sessanta fu scelta per la logistica, per l’arrivo delle grandi navi, e per alcune caratteristiche tra cui una cava di sabbia poco distante. Lo Stato la fece grande perché, non avendo minerali, l’Italia poteva competere solo con la capacità di produrre volumi importanti di laminati per incidere sui prezzi globali».

Mantenerla oggi è strategico?