Il Governo sull'ILVA fìssìa «Fissiare» è un verbo del Mezzogiorno. Non significa solo scherzare. È qualcosa di più profondo. Significa prendere in giro qualcuno quando non ha più la forza di reagire. Significa continuare a promettere mentre la realtà ha già presentato il conto.

L'ILVA non è soltanto la più grande acciaieria d'Europa. È il luogo nel quale, da oltre trent'anni, la Repubblica misura la propria incapacità di tenere insieme salute, ambiente, industria e lavoro.

Ogni Governo ha promesso di risolvere il problema. Nessun Governo lo ha risolto.

L'ultimo, però, non può limitarsi ad amministrarne l'eredità. Per una ragione molto semplice. Mai come oggi la Puglia ha espresso una rappresentanza così forte dentro le istituzioni nazionali. Raffaele Fitto è uno dei protagonisti della politica italiana ed europea. Adolfo Urso è il ministro competente per le politiche industriali. Alfredo Mantovano è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e probabilmente il principale punto di equilibrio dell'intero Governo. Marcello Gemmato è sottosegretario alla Salute. Francesco Paolo Sisto è viceministro della Giustizia.

Difficile ricordare una concentrazione di responsabilità istituzionali tanto rilevante. Eppure proprio oggi la Puglia vive il momento più drammatico della storia dell'ILVA. Nemmeno l'opposizione può sentirsi estranea. Francesco Boccia è stato ministro. Giuseppe Conte è stato Presidente del Consiglio. Entrambi conoscono perfettamente il dossier Taranto.