Autostrada e tangenziale un po' più larghe, quarta corsia fino a Ravenna, interventi sulla A13 per Ferrara. Costo due miliardi e mezzo di euro. Primi cantieri (speriamo) nel 2027. È questo, in sostanza, il contenuto dell'intesa firmata a Roma dal ministero delle infrastrutture, il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna che - finalmente - sblocca le opere del cosiddetto Passante di Bologna. Infatti, non si tratta di un intervento che toccherà solo la viabilità del capoluogo regionale, ma di una serie di cantieri che dovrebbero dare ossigeno ad altre direttrici affogate nel traffico, sia verso Ferrara che verso la Romagna.

È qualcosa di totalmente diverso dal Passante sul quale si è discusso negli ultimi decenni che avrebbe previsto o un allargamento robusto sia della tangenziale che dell'autostrada che attraversano Bologna o la realizzazione da zero di un nuovo tracciato.

"È stato portato a casa il massimo possibile per fluidificare l'attraversamento di tutto il nodo”, ha detto il presidente della Regione, Michele de Pascale. Ed è vero: forse di più non si poteva fare. Ma tutto questo è appunto una resa sul vero Passante che forse avrebbe potuto risolvere definitivamente i problemi di traffico in uno dei nodi più congestionati in Italia.