Dieci anni fa la birra artigianale italiana otteneva il suo primo riconoscimento ufficiale. Era il 28 luglio 2016 quando la legge n. 154 introduceva, con l'articolo 35, una definizione normativa destinata a cambiare il futuro del comparto: «birra artigianale» è quella prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante il processo produttivo, a pastorizzazione e microfiltrazione.

Un passaggio storico per un settore nato dalla passione di piccoli produttori e cresciuto fino a diventare una realtà economica riconosciuta. La norma ha fissato anche i criteri per identificare un vero birrificio artigianale: indipendenza economica e giuridica da altri produttori, impianti autonomi e assenza di produzione sotto licenza di marchi altrui, oltre al limite massimo previsto dalla legge per la produzione annua.

Il decennale viene celebrato da Unionbirrai, l'associazione che ha accompagnato il percorso di riconoscimento e tutela dei piccoli birrifici indipendenti italiani. «La definizione normativa – spiega il presidente Vittorio Ferraris – non fu soltanto un modo per dare un nome a un prodotto, ma uno strumento per difendere l'indipendenza dei produttori, il loro metodo di lavoro e il diritto dei consumatori a sapere cosa stanno acquistando».