di
Francesco Bertolino
Nvidia, OpenAi, Oracle, Meta, Amazon, Anthropic sono legate da un labirinto di accordi di fornitura, leasing, investimenti che rende difficile orientarsi: ci sono numeri reali dietro il boom finanziario dell’intelligenza artificiale?
Forniture di chip, investimenti azionari, contratti di leasing, garanzie. Negli ultimi mesi le aziende protagoniste dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti hanno intessuto una fitta rete di contratti reciproci che ormai vale almeno 1.800 miliardi di dollari. Si è così formato un labirinto di accordi che rende difficile orientarsi e persino distinguere fra aziende concorrenti (si veda grafico sotto elaborato dal Bcg Institute). Tanto che ora gli investitori iniziano a domandarsi: quanto sono reali i numeri di bilancio dietro il boom finanziario dell’intelligenza artificiale?
La rete di NvidiaLa domanda è diventata pressante dopo le indiscrezioni sulle ultime intese di Nvidia. Secondo il Wall Street Journal, il produttore di semiconduttori è pronto a fornire una garanza da 250 miliardi di dollari per la costruzione di un mega-data center in Ohio che dovrebbe andare in leasing a OpenAi, lo sviluppatore di ChatGpt, di cui la stessa Nvidia è azionista. Il progetto è finanziato dal gruppo giapponese Softbank, anch’esso investitore di OpenAi. Il costo del data center è stimato in oltre 500 miliardi, incluse le spese per l’acquisto dei chip forniti, ovviamente, da Nvidia. La garanzia da 250 miliardi dal colosso dei semiconduttori - 4.760 miliardi di capitalizzazione - dovrebbe consentire di abbattere i tassi di interesse sui debiti necessari per completare la costruzione.









